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    Pisciotta
    STORIA E TRADIZIONE A CONTATTO CON IL MARE

Pisciotta

ETIMOLOGIA E STORIA

Secondo la tradizione storica il paese è sorto, intorno all’anno 1000, per motivi difensivi. Sembra, infatti, che gli abitanti si siano rifugiati sullo sperone roccioso per sfuggire alle depredazioni dei Saraceni. Il villaggio viene menzionato, sotto Guglielmo II nel XII secolo, con il toponimo Pissocta ma nel Catalogus Baronum è già indicato con l’attuale toponimo. Sino al 1806, il borgo assiste ad innumerevoli passaggi feudali che lo vede in possesso dei Caracciolo (1270), dei Sanseverino (1400) e dei Pappacoda (1590). Sino al 1806, Pisciotta continua ad essere un possedimento feudale in cui le famiglie più in vista sfruttavano la popolazione locale come testimoniato dai palazzi padronali che ancora sovrastano con la loro mole il centro abitato. In questo anno il borgo fu teatro degli scontri tra le truppe francesi e quelle borboniche e, nel 1828, fu uno dei paesi che prese parte alla rivolta dei Filadelfi. Il paese mantiene ancora vive le tradizioni ed il contatto con l’ambiente rurale. Pisciotta, infatti, è rinomata per la produzione dell’olio che viene estratto dall’oliva tipica “pisciottana”. Anche il contatto con il mare è mantenuto vivo. Una piccola flotta, composta da 6 pescatori mantiene ancora viva la tecnica di pesca delle alici detta “menaica” che prevede una particolare rete che, sbarrando il passaggio dei pesci, cattura soltanto gli esemplari più grandi, una tradizione culturale che mantenuta viva dai “pisciottani”. Alla pesca si associa la presenza dei laboratori per la preparazione delle alici, secondo ricette e metodi tradizionali.
Il tradizionale rapporto con il mare viene mantenuto anche attraverso la regata storica con imbarcazioni in legno a vela latina e la processione della Madonna di Porto Salvo. L’attuale centro storico ancora mantiene vive le caratteristiche architettoniche del passato che possono riconoscersi nell’impianto urbanistico. Il fulcro dell’abitato è costituito, infatti, dal palazzo marchesale che è stato costruito sulle rovine del castello. Da questo si dipartono strade strette e case addossate le une alle altre che costituiscono una viva testimonianza dell’antichità dell’insediamento.I palazzi delle famiglie che esercitavano il dominio sul villaggio sono ancora oggi visibili e non hanno intaccato il tessuto urbanistico del borgo che, come detto, presenta intatte le sue caratteristiche urbanistiche. Questi complessi, costruiti tra il XVI ed il XIX secolo, mantengono ancora intatte le proprie caratteristiche architettoniche. Di grande importanza è il palazzo marchesale che ancora oggi è in posizione dominante sul borgo. All’interno dell’antico borgo, inoltre, si conserva l’architettura della chiesa dei SS. Pietro e Paolo che, costruita nel XVI secolo, sorge all’estremità del borgo medievale. In questa sono conservate numerose testimonianze dell’arte barocca. Si segnala, infatti, la presenza dell’effigie della Madonna delle Grazie e degli Apostoli Pietro e Paolo che furono donate dal re Carlo di Borbone.

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