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    Pietrastornina
    SU UNA GUGLIA ROCCIOSA ALTA CIRCA 140 M

Pietrastornina

ETIMOLOGIA E STORIA

Il nome Pietrastornina è riportato nei documenti medioevali in varie forme: "Petre Sturmine", "Petrastrumula", "Petra Strumini", "Petrae Strumiliae" e "Petra Sternina", ovvero che indica “sterminare” significava: proicere, allontanare o respingere. Sorto su una guglia rocciosa alta circa 140 m il primo centro di controllo aveva certamente un importante funzione di tipo militare e difensivo. Un documento risalente al 774 d.C fa cenno a della donazione del castello di Pietrastornina alla Chiesa di S. Sofia di Benevento ad opera del Principe longobardo Arechi II, in seguito inserito nei castelli imperiali di Federico II di Svevia e del quale, oggi, non resta più nulla.
In seguito il borgo si è sviluppato nell’immediato territorio limitrofo al castello assecondando l’andamento delle mura di difesa di origine. L’abitato resistette fino al XIV secolo, seppur in dimensioni ridotte, dal rinascimento in poi l’abitato inizia un lento sviluppo topografico più ampio lungo la via carrozzabile del XIX secolo. Il paese vanta una tradizionale economia agricola florida, si fonda sulla produzione di prodotti ortofrutticoli, cereali, olio, castagne prugne e soprattutto vini di qualità come il "Fiano di Avellino" ed il "Sangiovese". L’aria salubre ed il panorama sostengono le intenizoni di diversi villeggianti che desiderano godere della bellezza del paesaggio, con panorami incantevoli rappresentati dalla Valle Caudina e dal Monte Taburno, e della tranquillità del luogo.

"Attività artigianali, tradizionali, ricettività, ristorazione, aree verdi e luoghi di interesse storico."

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